Chi è Michael Pollan: dal giornalismo alla nutrizione

Michael Pollan è professore di giornalismo, autore di bestseller e attivista noto in tutto il mondo per le sue inchieste sui pericoli della catena alimentare industriale e per i suoi studi in ambito di alimentazione e salute. 

Inizi di carriera di Michael Pollan

Nato nel 1955 e cresciuto a Long Island, New York, Michael Pollan condusse i suoi studi all'Università di Oxford e alla Columbia University, dove conseguì un Master in Inglese nel 1981. Pollan iniziò la sua carriera scrivendo articoli per riviste come Harper’s e New York Times Magazine, trattando tematiche appartenenti prevalentemente al settore del giornalismo ambientale. Nel 2003 divenne professore di giornalismo all’Università della California di Berkeley.

Le pubblicazioni scomode e la denuncia al sistema industriale alimentare

La popolarità di Michael Pollan esplose nel 2006 con la pubblicazione del libro Il dilemma dell’onnivoro, nominato uno dei dieci migliori libri dell’anno sia dal New York Times che dal Washington Post. “Questa è la sfida, cambiare il sistema più di quanto lui cambia te”, così scrive Pollan nel suo celebre libro in cui sostiene l’ideologia del mangiare sostenibile, esortando a cambiamenti necessari del nostro sistema alimentare, basato su un’agricoltura che si è ormai staccata dai cicli ecologici della natura. Con questo libro, l’autore denuncia le conseguenze dell’industria alimentare sulla nostra salute e sull’ambiente naturale. Il dilemma dell'onnivoro stimolò una discussione nazionale sul modo di mangiare degli americani e la conversazione si espanse poi a tutto il mondo occidentale, rendendo Michael Pollan una figura di riferimento nel dibattito globale sull’alimentazione.

Un’altra pubblicazione che fece scalpore fu In difesa del cibo, uscito nel 2008. Questo libro fece molto discutere per la critica rivolta al nutrizionismo moderno, che secondo l’autore avrebbe divulgato principi potenzialmente dannosi per la nostra salute. In difesa del cibo sostiene che decenni di consigli nutrizionali ci abbiano ossessionato con l’assunzione dei giusti nutrienti, promuovendo il cibo industriale processato, in realtà nocivo.

Sempre nel 2008 uscì il documentarioFood, Inc., in cui Michael Pollan fu co-protagonista. Food Inc. discute i pericoli degli alimenti trasformati, il legame tra sistema sanitario e dieta, il potere della lobby dell'industria della carne e l'impatto dell'agricoltura industriale sul riscaldamento globale. Il documentario ebbe un grande successo e ricevette anche una nomination all’Oscar.

Un influente divulgatore della dieta sostenibile

Pollan è diventato uno dei principali sostenitori della riforma delle politiche agricole, incolpando coloro che stabiliscono le regole di aver alimentato un sistema agricolo precario e distruttivo che ha prodotto devastazione sulla nutrizione e il benessere degli americani. 

Secondo le sue inchieste,la filiera agroalimentare industriale dipende dal fatto che i consumatori, al di fuori del prezzo, non ne sappiano molto dei prodotti in commercio. All’interno del nostro sistema alimentare “economicità e ignoranza si rafforzano a vicenda”, per questo motivo Pollan si impegna da anni nella divulgazione di una maggior consapevolezza alimentare attraverso libri, articoli, conferenze e documentari, tanto che nel 2010 venne nominato dal Time Magazine una delle 100 persone più influenti al mondo. 

La sua missione è rendere le persone più attente alla provenienza dei cibi, promuovendo una dieta più sostenibile e sana. L’abilità di Pollan sta nell’affrontare argomenti complessi provenienti da indagini approfondite e riuscire a scomporli in semplici linee guida che il suo pubblico può facilmente seguire al fine di migliorare il proprio stile alimentare.

Una nuova frontiera: le scienze psichedeliche

Parallelamente agli studi sull’alimentazione, c’è un altro settore che negli ultimi anni ha attirato l’interesse di Michael Pollan, quello delle scienze psichedeliche, tema di cui parla nel suo ultimo libro Come cambiare la tua mente, uscito nel 2018. Nel 2020 Pollan ha inoltre co-fondato l'UC Berkeley Center for the Science of Psychedelics, centro che conducericerche utilizzando sostanze psichedeliche per studiare la cognizione, la percezione, le emozioni e le loro basi biologiche nel cervello umano

Se dopo aver letto questa breve biografia di Michael Pollan sei curioso di sapere quanto veramente sei informato sul cibo che consumi ogni giorno, su 4books puoi trovare l’analisi dei due testi più celebri dell’autore, Il dilemma dell’onnivoro e In difesa del cibo, che ti aiuteranno ad approfondire la tua consapevolezza alimentare.

Il dilemma dell’onnivoro

Questo libro ci sprona ad essere consumatori più responsabili. L’autore ci parla di quegli aspetti che la filiera agroalimentare industriale oscura al consumatore finale: dalle lobby delle coltivazioni intensive al maltrattamento degli animali e all’inquinamento ambientale. Secondo l’autore “Il modo in cui mangiamo rappresenta il nostro più profondo impegno con la natura” ma purtroppo negli ultimi anni abbiamo completamente perso questo legame, a scapito della nostra salute e di quella dell’intero pianeta. Il suggerimento di Pollan è quello di incentivare le piccole produzioni locali e attuare politiche che sostengano agricolture e allevamenti sostenibili.

In difesa del cibo

In difesa del cibo mira a sovvertire la convinzione che il cibo sia una questione scientifica così complessa di cui solo gli esperti si possono occupare. Questo libro tratta dei limiti dell’approccio scientifico riduzionista del nutrizionismo, che non ci parla di cibo ma di singoli nutrienti. Questo paradigma imperfetto ha fatto perdere di vista le differenze qualitative tra i cibi, facendo così l’interesse dell'industria alimentare e della comunità medica. Il risultato è che ci siamo ritrovati a consumare cibo industriale qualitativamente povero che ha portato alla diffusione di nuove malattie che prima non esistevano.

Pollan ci illustra inoltre il suo “Manifesto del mangiar bene”, dove elenca una serie di consigli pratici per mangiare meglio e consapevolmente. Secondo l’autore il segreto di un’alimentazione consapevole sta nelle tradizioni e nella semplicità. Il manifesto esordisce infatti con questa semplice prima regola: “Non mangiare nulla che la tua bisnonna non riconoscerebbe come cibo”.

Michael Pollan ci insegna che la salute del Pianeta è responsabilità di tutti ed è strettamente correlata al nostro personale benessere.

OPERE

Il dilemma dell'onnivoro, di Michael Pollan, Adelphi, 2008

Che cosa mangiamo e perché? Sono domande che ci poniamo ogni giorno, convinti che per rispondere basti sfogliare la rubrica di un giornale, o ascoltare per qualche minuto l’ultimo imbonitore nutrizionista ospitato in tv.

Ma se quelle domande le si guarda un po’ più da vicino, come fa Michael Pollan in questo documentato e brillantissimo saggio, forse il primo sull’argomento a non prendere nessun partito, se non quello dell’ironia e del buon senso, le risposte appaiono meno scontate. Che legga insieme a noi le strepitose biografie del pollo «biologico» riportate sulla confezione di petti del medesimo, o attraversi le lande grigie e fangose del Midwest, dove milioni di bovini nutriti a mais e antibiotici vivono la loro breve esistenza fra immense pozze di liquame, egli arriva immancabilmente a conclusioni di volta in volta raccapriccianti o paradossali. Il problema, che Pollan descrive con rigore ed e- strema chiarezza, è che trovarsi al vertice della catena alimentare – cioè poter mangiare, a differenza delle altre specie, pressoché tutto – offre all’homo sapiens numerosi vantaggi, ma lo espone anche a quasi infinite possibilità di manipolazione. Per condurre una vita meno insana, dunque, l’onnivoro ha bisogno di sapere, sui propri appetiti e sui propri meccanismi adattivi, almeno quanto ne sanno gli strateghi dell’industria alimentare. In altre parole, ha bisogno di un libro come questo.

«Il libro di Pollan ha il merito di svelarci chi siamo diventati, e di addentrarsi in sistemi alimentari che la maggior parte di noi non conosce pur essendone dentro, perché è molto difficile e complicato ricostruire certe filiere. Ci dà notizie che sono in grado di cambiare per sempre le abitudini gastronomiche di chi legge e lo fa sempre documentando accuratamente idee, supposizioni e ragionamenti. L'efficacia e la semplicità con cui riesce nel suo intento mi spingono a dire che questo libro dovrebbe essere usato nelle scuole, e che ognuno di noi dovrebbe correre a comprarlo senza esitare, per capire finalmente che, se siamo davvero quello che mangiamo, è quanto mai necessario apportare qualche correzione urgente alle nostre diete e a come facciamo la spesa». - Carlo Petrini


Cotto, di Michael Pollan. Adelphi 2014

Quanto più invadenti sono i presunti virtuosismi di aspiranti cuochi, tanto meno sappiamo mettere in tavola qualcosa di decente. Michael Pollan, si sa, ama i paradossi, e nel tentativo di sciogliere quello alla base del suo nuovo libro è partito per un viaggio sulle piste dei quattro elementi con cui da tempo immemorabile cuciniamo (acqua, aria, terra, fuoco), e a caccia dei piccoli, affascinanti misteri che i maghi, non tanto della cucina ma della preparazione dei nostri alimenti, rivelano a chi sa ascoltarli. Un'avventura che lo ha portato molto lontano: a vagare nelle immense fornaci del locale nel North Carolina dove si allestisce un barbecue leggendario in tutti gli Stati Uniti o ad apprendere da un grande fornaio per quali vie sottili e imprevedibili acqua e aria trasformino il grano in pane, oppure ancora a curiosare nei laboratori di quegli autentici domatori di germi e batteri che sono i maestri della fermentazione – formaggiai e birrai. Ma altrettanto appassionanti sono gli esperimenti che Pollan compie tutti i giorni al tavolo della sua cucina, e di riflesso della nostra: che dopo aver letto questo libro ricchissimo non riusciremo più a guardare (né a usare) nello stesso modo.