La nuova edizione del Breviario di Resistenza Alimentare di Michael Pollan
Un libro indispensabile per organizzare la propria alimentazione oggi
La Casa editrice ha modificato il titolo per allinearlo al più celebre "Dilemma dell'onnivoro" di cui rappresenta, in qualche modo, una applicazione pratica. La nuova edizione ha però in aggiunta al testo precedente sia una bella parte illustrata con le opere di Maira Kalman, che una prefazione aggiuntiva dell'autore, ma sopratutto presenta 19 nuove regole che vanno ad aggiungersi alle precedenti 64 del Breviario, per arrivare alle attuali 83. Sono 83 "direttive" o "indicazioni" per una pratica di Resistenza Alimentare che Pollan ritiene indispensabile oggi come ieri, ( ...e domani) per reggere all'aggressione sempre più estesa del cibo spazzatura e dei "prodotti commestibili industriali" che minacciano la nostra salute e tutta la cultura tradizionale del cibo che ha sorretto l'umanità per secoli.
Non mangiate nulla che la vostra bisnonna non avrebbe mangiato. Diffidate dei prodotti che vantano proprietà salutari. Evitate quelli con la dicitura «light», «dietetico», «zero grassi». Non snobbate i pescetti azzurri, come acciughe e sardine. Bevete l’acqua di cottura degli spinaci. Consumate solo cibo che va a male: è cibo vivo. Spendete di più e mangiate di meno. Non rinunciate al cibo-spazzatura, purché siate voi a cucinarlo. E, ogni tanto, infrangete le regole: come diceva Oscar Wilde, ci vuole moderazione in tutto, anche nella moderazione. Sono solo alcune delle ottantatré raccomandazioni – argute, provocatorie – che Michael Pollan affida al più pragmatico dei suoi libri, e senza dubbio il più utile per liberarci delle nostre cattive abitudini. Decenni di ricerche, dibattiti ed esposizione al marketing alimentare hanno lasciato il segno: siamo ossessionati dal cibo, obesi, affetti dal diabete e da malattie cardiovascolari. Eppure nel corso della storia gli esseri umani si sono mantenuti sani alimentandosi nei modi più disparati, ignari di cosa fossero gli antiossidanti e senza l’aiuto dei nutrizionisti. Forse, suggerisce Pollan, basterebbe riscoprire il valore della tradizione e un rapporto più rilassato col cibo, senza mai dimenticare che vivere ossessionati dalle regole alimentari – il che include anche questo manuale – «non può rendere felici, e forse nemmeno giovare alla salute».

