Nel magnifico territorio collinare della Marca Trevigiana, in via Vallandrui nel comune di Tarzo (TV), Margherita Mozzato produce piante officinali, fiori eduli e piccoli frutti che vengono raccolti e selezionati manualmente per mantenere e preservare le proprietà e i profumi delle diverse varietà.

Come ci spiega Margherita, l’Azienda Agricola Margherita Eva è una piccola realtà a conduzione famigliare, nata nell’anno 2020 con l’obiettivo di ridare “nuova vita” ad un ambiente naturale grazie alla coltivazione di diverse varietà di fiori commestibili e piante officinali. Un’alternativa alla monocoltura ed alle colture intensive, che coniuga amore e passione per la natura, valorizzazione della biodiversità, qualità ed estetica del paesaggio. Anche per questo in azienda si utilizzano solamente prodotti biologici e preparati biodinamici come il corno letame, il corno silice, il macerato di ortica ecc., perché …”in giardino dobbiamo dimenticare la chimica per conservare la vita”[1]

Nell’area di circa due ettari sono ospitate diverse piante officinali come la camomilla, l’issopo, l’iperico o erba di S. Giovanni, la lavanda, l’achillea, il ribes nero, il finocchio, il luppolo, il carciofo, la stregonia o sideratis (pianta tipica dei paesi del sud), la borragine, la calendula con i fiori di un colore giallo –arancio, la monarda con infiorescenze a forma di ombrello, il tagete, detto anche garofano indiano, la malva con fiori di un colore particolare tra il blu e il magenta etc., oltre ad un centinaio di varietà di rose, che sono state scelte accuratamente da Gloria, la mamma di Margherita, con un paziente lavoro di ricerca e selezione. La rosa, pianta di straordinario fascino, è considerata il fiore simbolo dell’amore sacro a Venere, attributo delle Grazie, fiore assimilato dalla tradizione cristiana al tormento dei martiri ed associato all’immagine di Maria Vergine.

Richiamando l’attenzione sulle “sostanze contenute nei fiori, nelle verdure, negli alberi”, Jean Valnet (*1920 - †1995), considerato il padre della fitoterapia e dell’aromaterapia moderna, scrisse: ”le piante medicinali hanno sempre avuto una notevole importanza nella terapeutica antica e, malgrado la scoperta dei prodotti di sintesi gli estratti delle piante conservano ancora oggi questo valore nella cura di certe malattie[2].

Ogni pianta aromatica o officinale possiede sostanze che trovano impiego in cucina, in ambito cosmetico e curativo. I fiori eduli, come racconta Margherita, vengono impiegati dagli chef e dai pasticceri come guarnizioni e come ingredienti per arricchire con colori e sapori molte preparazioni: antipasti, insalate, zuppe, dolci e dessert etc.; l’uso creativo non ha limiti. È importante sottolineare che oltre al loro valore decorativo i fiori commestibili, dal punto di vista nutrizionale, sono un’ottima fonte di minerali, di proteine, di vitamine A e C.; notevole anche il contenuto di sostanze antiossidanti. Il loro uso in cucina ha origini antiche, parecchie ricette della tradizione alimentare italiana contengono fra gli ingredienti i fiori eduli o commestibili. A garanzia della salute del consumatore i fiori prodotti dall’azienda sono coltivati in modo assolutamente naturale, senza uso di pesticidi e sostanze chimiche.

Margherita e Gloria ci illustrano i molti progetti in atto, che vanno dai lavori di completamento per la realizzazione del laboratorio di trasformazione e vendita delle erbe, alla realizzazione di corsi di cucina per far conoscere i diversi impieghi delle piante officinali e dei fiori, al desiderio di creare un modello di turismo sostenibile con un’area di sosta per poter godere della pace e della serenità che il luogo trasmette. L’azienda si sta inoltre attivando per ottenere la certificazione biologica.

La varietà e la ricchezza delle erbe officinali e dei fiori, in armonia con le piante dell’ambiente collinare, hanno creato un paesaggio suggestivo ed emozionante; percorrere il sentiero che collega le diverse aree è stata un’esperienza rilassante ed istruttiva. Piante e fiori ci insegnano ad avere un rapporto più equilibrato con la natura.

Restituito il centro della scena alla natura, l’uomo, il giardiniere, deve imparare a leggere l’ordine biologico e a intervenirvi con passo leggero[3].

 

Antonella Pianca

 

Fotografie di Giovanni Damian ©2022

 

 

Bibliografia:

  • Gilles Clément, Elogio delle vagabonde – Erbe, arbusti e fiori alla conquista del mondo, DeriveApprodi srl, Roma, 2010
  • Xavier Mouginet, La Tentazione del Giardino – Piccolo florilegio sull’arte di coltivare i piaceri verdi, Ediciclo Editore srl, Portogruaro (VE), 2019
  • Jean Valnet, Cura delle malattie con ortaggi, frutta e cereali, Aldo Martello – Giunti Editore spa, Firenze (FI), 1975

 

Note:

[1] Xavier Mouginet, La Tentazione del Giardino – Piccolo florilegio sull’arte di coltivare i piaceri verdi

[2] Jean Valnet, Cura delle malattie con ortaggi, frutta e cereali

[3] Gilles Clément, Elogio delle vagabonde – Erbe, arbusti e fiori alla conquista del mondo

 

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