L’Orto Biologico dell'Associazione Comunità Giovanile onlus

La “Associazione Comunità Giovanile onlus” di Parè di Conegliano (TV) ha recentemente festeggiato i 40 anni di attività. La Comunità è una struttura terapeutica residenziale accreditata dalla Regione Veneto, che accoglie minori e adolescenti con problematiche di dipendenza legate non solo all’uso di sostanze stupefacenti e alcol, ma anche più in generale a situazioni di dipendenza tecnologica e ad altri aspetti connessi con il disagio giovanile quali problemi alimentari, depressione, isolamento, etc. Una comunità caratterizzata da un clima familiare che ha l’obiettivo di garantire ai ragazzi, dopo un percorso formativo e terapeutico riabilitativo abilitativo, il loro reinserimento sociale, famigliare e lavorativo.

Nell’anno 2018, grazie al lavoro dei volontari ed all’aiuto di soggetti pubblici e privati, è stato realizzato un importante progetto di agricoltura sociale, per la coltivazione e la vendita di ortaggi biologici certificati ICEA (Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale). Un progetto che coniuga la tutela e la cura dell’ambiente con i valori dell’inclusione sociale e lavorativa. Uno strumento di integrazione e realizzazione personale per i ragazzi della comunità ed altre persone fragili del territorio che necessitano di aiuto, che può offrire anche una importante opportunità formativa e professionale.

Come mi spiega il Presidente della Comunità Giovanile, Alessandro Becagli, le diverse fasi operative per la realizzazione del progetto -nato nell’anno 2014 con il nome “Gli Orti di Paolo” - hanno previsto la conversione del terreno, dove è stata installata la serra, da edificabile ad agricolo, la conversione del sistema di coltivazione al biologico ed un percorso di formazione per tre operatori presso un’azienda biodinamica. Le tecniche di coltivazione seguono i principi dell’agroecologia, “un approccio integrato che applica l’ecologia, nonché concetti e principi per la progettazione e gestione del cibo, a sistemi agricoli rispettosi della terra e delle persone che la lavorano.”[1]

Nella programmazione delle operazioni colturali, dell’avvicendamento delle colture orticole e della verifica della salubrità del suolo, si avvalgono anche della collaborazione degli esperti della Scuola Esperenziale Itinerante di Agricoltura Biologica di Luca Conte[2].

Gli ortaggi vengono coltivati nella serra di 2.500 mq., mentre in un terreno di circa due ettari vengono coltivati sia ortaggi in pieno campo sia – dal 2023 – Farro Spelta biologico, un cereale di antichissima coltivazione, destinato alla produzione di farine e pasta.

Alessandro mi spiega che per i ragazzi ospiti della Comunità, entrare in contatto con la terra, prendersi cura delle piante in modo naturale, ha una valenza educativa. Significa diventare più consapevoli, riscoprire la natura ed i suoi cicli, comprendere che si possono ottenere buoni raccolti senza dipendere dalla chimica. Si impara che si può partire dal cibo sano per poter praticare uno stile di vita equilibrato e sostenibile e che la natura è un luogo da dove poter ricominciare.

Inoltre, avere la consapevolezza di lavorare tutti insieme per ottenere un prodotto “economicamente spendibile”, oltre che sano e buono, dal quale la Comunità potrà trarre parte delle risorse destinate a finanziare i propri progetti e perseguire le proprie finalità, aiuta i giovani ospiti nel processo di crescita, responsabilizzazione e acquisizione di competenze.

Come scrive Luca Mercalli,

“Dall’orto impariamo molte cose […]. Impariamo pazienza, tolleranza, accettazione di errori e fallimenti, ma mai la resa incondizionata: c’è sempre un’altra possibilità.[3]

L’Orto Biologico è un punto di riferimento per chi cerca prodotti di stagione freschi, genuini, di elevata qualità, coltivati senza l’utilizzo di prodotti chimici di sintesi. Le diverse varietà di ortaggi possono essere acquistate direttamente nel punto di vendita allestito presso la sede della Comunità in via Ortigara n. 133. Una parte della produzione viene venduta a ristoranti della zona, mense e ad alcuni negozi del gruppo EcorNaturaSì, specializzati nella vendita di prodotti biologici.

Fare la spesa con le verdure di stagione della Comunità è una scelta etica, che ci aiuta a comprendere che dietro ad ogni prodotto ci sono delle persone, e che è importante riconoscere e valorizzare il loro lavoro.

Acquistare direttamente dal produttore, oltre a sostenere l’economia locale, consente di acquisire una maggior consapevolezza, “si passa dall’essere consumatori a co-produttori: soggetti che si avvicinano al cibo in maniera attiva e responsabile, consci delle conseguenze delle proprie scelte.”[4].

Inoltre, nel caso specifico dell’Orto Biologico, si ottiene anche un altro importante effetto, che è quello di attribuire alla Comunità Giovanile la funzione di vero e proprio punto di riferimento sociale, in grado aumentare l’integrazione tra la Comunità stessa, i cittadini e il territorio.

Ringrazio il Presidente della Comunità Giovanile, dott. Alessandro Becagli, Riccardo Poveglian - che si occupa dell’organizzazione colturale - e Marta Posapiano - che cura la parte amministrativa e commerciale - per avermi fatto conoscere la Comunità ed in particolare la loro esperienza nella gestione dell’0rto Biologico.

Un progetto virtuoso che parte dalla terra, dove l’attività agricola coniuga la sua attività produttiva con lo svolgimento di una funzione sociale e culturale, che si rivolge a ragazze e ragazzi che vengono aiutati - attraverso percorsi di reinserimento - a fronteggiare le loro difficoltà per fare in modo che “le fragilità possono diventare una grande forza”.

In un contesto di crisi sociale è importante costruire delle relazioni, praticare quello che i Buddhisti chiamano “bodhicitta”, l’amore e la gentilezza che trasforma ogni azione in beneficio per gli altri.

Anche Papa Francesco nella enciclica Laudato Sì, ci esorta a cambiare prospettiva, con un “invito urgente a rinnovare il dialogo sul modo in cui stiamo costruendo il futuro del pianeta.”[5].

 

Antonella Pianca

 

Fotografie di Giovanni Damian ©2023

 

 

Bibliografia:

  • Carlo Catani, Carlo Petrini, Il chilometro consapevole – Definire la sostenibilità a partire dalla tavola, Slow Food Editore srl, Bra (CN), 2022
  • Papa Francesco, Laudato SI – Enciclica sulla cura della casa comune - Guida alla lettura di Carlo Petrini, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano & Edizioni San Paolo srl, Cinisello Balsamo (MI), 2015
  • Luca Mercalli, Il mio orto tra cielo e terra - Appunti di meteorologia e ecologia agraria per salvare clima e cavoli, Aboca spa Società Agricola, Sansepolcro (AR), 2016

 

Note:

[1] Carlo Catani, Carlo Petrini, Il chilometro consapevole – Definire la sostenibilità a partire dalla tavola

[2] Luca Conte, dottore in scienze agrarie, opera come agroecologo, specialista nella coltivazione biologica degli ortaggi. La sua attività professionale è rivolta prevalentemente a piccoli coltivatori che praticano la vendita diretta delle produzioni. Si interessa di sistemi di coltivazione condotti con minimi apporti energetici (acqua, lavorazioni, concimazioni, trattamenti), frutto dell’applicazione dei princìpi dell’ecologia alla coltivazione della terra. Nel 2012 si è specializzato in “aridocoltura”, cioè nella conoscenza e nell’uso di tecniche di coltivazione che non prevedono l'impiego dell'irrigazione. Assieme ad alcuni amici agricoltori ha fondato la Scuola Esperienziale Itinerante di Agricoltura Biologica.

[3] Luca Mercalli, Il mio orto tra cielo e terra - Appunti di meteorologia e ecologia agraria per salvare clima e cavoli

[4] Carlo Catani, Carlo Petrini, Il chilometro consapevole – Definire la sostenibilità a partire dalla tavola

[5] Papa Francesco, Laudato SI – Enciclica sulla cura della casa comune

 

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