La Società Agricola Dell’Antonia Giuseppe e Figli, è una piccola realtà a conduzione familiare con sede a Montaner una frazione del comune di Sarmede (TV) dove gestisce l’Azienda Agricola “Le Vaccate”.
Giuseppe Dell’Antonia, per gli amici Danilo, negli anni ‘70 matura la decisione di ritornare a fare il contadino e ritrovare il contatto con la natura. Con un radicale cambiamento di vita, abbandona la vita militare nel Reggimento Corazzieri - un’unità speciale dell’Arma dei Carabinieri che funge da guardia d’onore e corpo di sicurezza del Presidente della Repubblica - per scegliere di dedicarsi all’allevamento delle vacche da latte a Malga Filippon, nell’altipiano del Cansiglio nelle Prealpi Bellunesi.
Negli anni ‘90, con l’assegnazione della gestione di Malga Coro[1], a circa 1.300 metri di altitudine, in località Cadolten, alle pendici della Foresta del Cansiglio, si concretizza il sogno di rimanere in montagna in un ambiente incontaminato e continuare il mestiere di “malgaro” in un luogo dove poter coniugare la vita famigliare con la monticazione in alpeggio[2], i saperi dell’arte casearia e le pratiche produttive tradizionali.
Un mestiere duro e faticoso, scandito dai ritmi della natura, che richiede un impegno quotidiano, che inizia all’alba e si protrae fino al calar del sole. Un percorso di vita condiviso con la moglie Wally Pizzol, arricchito da un insieme di conoscenze tradizionali e dedizione per il proprio lavoro, tramandate al figlio Elia che ha scelto di continuare l’attività dei genitori.
La produzione di formaggi, latticini (ricotta fresca e affumicata) e salumi di alta qualità è ottenuta con processi di lavorazione artigianali e naturali. Una filiera chiusa che interessa tutte le fasi della produzione aziendale, cioè un ciclo produttivo completamente interno all’azienda che va dalla gestione degli animali e del pascolo, alla trasformazione del latte e della carne suina, fino alla vendita diretta del prodotto finito.
Gli insaccati - salami, soppresse (l’insaccato più prestigioso della Marca Trevigiana, come lo aveva definito Giuseppe Maffioli), pancette, cotechini, salsicce, etc. - sono realizzati secondo la tradizione contadina solamente con carne, sale e pepe, e non contengono conservanti ed additivi.
I formaggi freschi e stagionati, prodotti nel piccolo caseificio artigianale, conservano l’integrità aromatica e nutrizionale del latte crudo. Sono alimenti di alto valore qualitativo che rappresentano una filosofia di produzione casearia che richiede maestria artigianale e scrupolosità in tutti i processi produttivi. I formaggi naturali sono un prodotto vivo che cambia con il tempo e con le stagioni, espressione di un equilibrio fra natura, tradizione e cura quotidiana degli animali.
Infatti, come si legge nel sito web aziendale,
“Assaggiando un formaggio a latte crudo potrete sentire la razza bovina, il tipo di erba di cui gli animali si sono nutriti e l’esperienza del casaro a far esaltare il sapore della natura. Tutti elementi che perdiamo non appena il latte viene pastorizzato”
Ogni anno, a primavera inoltrata, i bovini vengono portati al pascolo in alpeggio a Malga Coro e rientrano in stalla a fondovalle verso la metà del mese di settembre. In questi mesi gli animali pascolano liberamente all’aria aperta nutrendosi delle essenze vegetali e dei fiori di cui sono ricchi i prati, un metodo che garantisce agli animali condizioni di vita più naturali possibili.
L’alpeggio stagionale, detto anche transumanza verticale, è una pratica millenaria che ancora oggi sopravvive grazie ai pastori che continuano a spostare gli animali dalla pianura ai pascoli di montagna. L’alpeggio oltre a contribuire al mantenimento dell’ambiente montano, rappresenta una soluzione per un allevamento rispettoso del clima, del benessere degli animali e della salute umana.
Nell’anno 2019 l’UNESCO ha inserito la transumanza nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità; come è spiegato nella motivazione questa attività ancestrale testimonia “oggi come ieri, un rapporto equilibrato tra uomo e natura e un uso sostenibile delle risorse naturali”. Un’attività della tradizione che dà origine a produzioni agroalimentari artigianali uniche.
Al rientro dall’alpeggio i bovini di razza pezzata rossa possono disporre di spazi ottimali in un ambiente che garantisce agli animali buone condizioni di salubrità e comfort di vita. La stalla, situata nel cuore delle colline di Sarmede, è illuminata con luce naturale ed è ben ventilata. Attualmente l’azienda conta 22 capi.
Nei periodi di apertura Malga Coro propone anche un servizio di ristorazione con ricette della tradizione preparate con ingredienti freschi e locali. Un’opportunità per gustare, in un ambiente informale, piatti semplici e salutari immersi nella natura, lontani dalla vita frenetica delle città e dalla calura dei mesi estivi.
Visitare le malghe ed incontrare i gestori non è solo un’opportunità per scoprire le bellezze del territorio ma è anche il modo per conoscere più da vicino l’impegno e le difficoltà di chi vive e lavora nelle terre alte[3]; infatti come mi spiega Wally la malga non è collegata alla rete elettrica, né all’acquedotto e sopperisce al proprio fabbisogno energetico in modo autonomo.
Le Malghe narrano una storia ed una cultura antichissime, sono il fulcro del lavoro dei pastori, dei contadini, dei casari che oggi è cruciale per la custodia e lo sviluppo sostenibile delle zone montane e per il contrasto al loro abbandono.
Sostenere l’agricoltura di montagna ed il ruolo delle malghe non è un nostalgico ritorno al passato ma un’opportunità che ci permette di affrontare le sfide del futuro, rafforzando un patto ecosistemico che riguarda concetti sempre più attuali quali la custodia della biodiversità, la mitigazione della crisi climatica, il rispetto dei cicli naturali, la cura ed il presidio del territorio.
La Società Agricola Dell’Antonia Giuseppe e Figli effettua la vendita diretta dei propri prodotti nel punto vendita aziendale di Sarmede (TV) - previo contatto telefonico -, presso Malga Coro in località Cadolten nel comune di Fregona e nei mercati agricoli settimanali di Vittorio Veneto e Cappella Maggiore (TV).
Nell’economia globale la catena di passaggi che separa il produttore dall’acquirente è diventata sempre più lunga. Fare la spesa direttamente dai produttori, nei mercati contadini o tramite un GAS - “Gruppo di Acquisto Solidale”, sostenendo quindi la filiera corta ed i piccoli produttori locali, significa diventare soggetti attivi e consapevoli, perché la necessità di conoscere come è stato prodotto e come è stato trasformato il nostro cibo è imprescindibile per la nostra salute e per quella del pianeta.
Dare valore al cibo significa anche conoscere le storie di chi lo ha prodotto. Il cibo non è solo nutrimento, ma
“[…] è l’elemento che riconduce gli esseri umani alla terra, al suolo, all’acqua, alla biodiversità, ma è anche cultura, condivisione, piacere sensuale […]” (Slow Food Italia, Un’altra idea di mondo - Documento di Roma -11 e 12 luglio 2025).
Ringrazio la famiglia Dell’Antonia ed in modo particolare Wally Pizzol, per avermi raccontato la storia della loro attività famigliare, una produzione di piccola scala che mantiene in vita un patrimonio di tecniche tradizionali che preservano saperi e manualità, legate alla storia del territorio.
Antonella Pianca
Fotografie di Giovanni Damian ©2026
Bibliografia:
- Piero Bevilacqua, Un’agricoltura per il futuro della terra – Il sistema di produzione del cibo come paradigma di una nuova era, Slow Food Editore, Bra (CN), 2022
- Carlo Catani, Carlo Petrini, Il chilometro consapevole - Definire la sostenibilità a partire dalla tavola, Slow Food Editore srl, Bra (CN), 2022
- L'uso dei formaggi nella cucina della tradizione regionale - Relazioni e ricette, Accademia Italiana della Cucina, Milano (MI), 2018
Note:
[1] Malga Coro è una malga di proprietà dell’Unione Montana delle Prealpi Trevigiane.
[2] La monticazione, che dal 2019 è patrimonio dell’UNESCO, è il movimento stagionale del bestiame lungo le rotte migratorie nel Mediterraneo e nelle Alpi. La transumanza è stata inserita nel 2019 dall’UNESCO nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale, che ha riconosciuto il valore della pratica sulla base di una candidatura transnazionale presentata da Italia, Austria e Grecia.
[3] Le “Terre Alte” sono l’insieme dei territori montani caratterizzati da condizioni ambientali, climatiche e morfologiche specifiche (es.: altitudine elevata, pendenze marcate, clima rigido), che incidono in modo determinante sulle forme di insediamento umano, sulle attività economiche, sull’accessibilità e sull’organizzazione sociale e culturale. “Terre Alte” non indica quindi semplicemente luoghi “in alto”, ma territori dove l’altitudine diventa un fattore strutturale che modella ambiente, economia, società e cultura. È pertanto una definizione che racconta un modo di vivere la montagna e indica come si vive e si interpreta quel territorio.











