Il Vivaio Biologico certificatoIl Ruscello” di Tiziano Fantinel, si trova a Porcen di Seren del Grappa, una località della Valbelluna inserita in un territorio panoramico dominato dal massiccio del Grappa. Tiziano fa parte del gruppo dei produttori di Retecontadina.

Da circa 10 anni Tiziano produce piantine da orto biologiche ottenute unicamente da semi riproducibili, non manipolati e vitali - da semi antichi; un importante lavoro di studio, ricerca, selezione per il miglioramento della qualità, che preserva e conserva il patrimonio genetico di varietà che altrimenti andrebbero perdute e conseguentemente tutela la biodiversità.

Il lavoro nel vivaio inizia con la coltivazione delle sementi. Le piante sono profondamente influenzate dal clima ed è più appropriato coltivare quelle che sono più adatte alle caratteristiche pedoclimatiche del territorio. Per questo motivo deve trascorrere un periodo minimo di tempo – che può essere anche di tre anni – prima di poter proporre le nuove varietà agli orticoltori.

Come racconta Tiziano i semi antichi e non manipolati hanno un legame profondo con il territorio in cui sono prodotti. Al contrario, gli ibridi commerciali prodotti dall’industria - che sono standard ed uguali in tutto il mondo - oltre a non essere riproducibili, non possiedono alcuna relazione con il luogo dove vengono coltivati.

Certo, l’ibrido è abile a ingannare, data la sua crescita rapida e l’uniformità di tutta la coltura (dimensione, forma, colore e gusto), e facilita anche la meccanizzazione agricola, ma al prezzo di radici più corte di quelle della varietà tradizionali: accede quindi con maggiore difficoltà ai nutrimenti del suolo, da cui un accresciuto fabbisogno di fertilizzanti e di irrigazione.[1]

All’interno del vivaio è possibile visitare il campo sperimentale dei pomodori o campo catalogo, dove vengono seminate e coltivate varietà antiche di pomodoro provenienti da diverse zone d’Italia ed anche da altre aree del mondo con clima simile al nostro. Esistono in natura numerosissime cultivar di questa solanacea originaria dell’America Latina che variano per forma e colore della bacca, dimensioni, portamento della pianta, modo di impiego, etc. Purtroppo molte varietà sono ormai sparite dalle nostre tavole.

Nel saggio Cibo e Salute – Manuale di resistenza alimentare, di Vandana Shiva si afferma che un sistema agricolo

basato sulla uniformità delle coltivazioni, ha fatto in modo che la diffusione di varietà geneticamente omogenee soppiantasse le varietà locali tradizionali, comportando una drammatica perdita di biodiversità. […] il 75% della diversità genetica vegetale è scomparso in soli cento anni.”[2]

Il campo catalogo di cultivar antiche di pomodoro è un progetto nato con il coinvolgimento di piccoli produttori - che hanno messo a disposizione i loro semi -, ricercatori, l’Associazione Seed Vicious, e salvatori di semi antichi riproducibili (seed-savers), con l’obiettivo di conservare e selezionare le sementi di diverse varietà e proporre quelle cultivar che meglio si adattano al microclima locale nonché quelle più produttive, resistenti ed ottime per aroma e sapore. Una condivisione di informazioni e saperi, per poter offrire una produzione di qualità che testimonia il lavoro di tante generazioni di agricoltori.

Dalla nascita dell’agricoltura, più di diecimila anni fa, i contadini raccolgono i semi che hanno seminato, li selezionano, li riseminano o li scambiano.”[3]

Accanto alle varietà autoctone: Rosa, Cuore Professore, Nasone, ecco alcune delle molte altre varietà coltivate: Abano, Piombino, Conte Edgecombe, Tangerin, Banana, Nero di Crimea, Cuore d’Acqui, Corno Andino Orange, Amazon Chocolate, Pink Siberian Tiger, Cuore rosa Bulgaria, etc. A differenza degli ibridi che vengono identificati da sigle o codici, il nome di ogni cultivar è suggerito dalle diverse forme del frutto (nasone, banana, cuore, etc.), dal luogo dove sono stati coltivati (Piombino, Crimea, Acqui, etc.) o dal nome dell’agricoltore che li ha prodotti.

Difficile pensare ad un orto senza la loro presenza! Anche in cucina le declinazioni del pomodoro, simbolo della dieta mediterranea, sono infinite. Come mette in evidenza Tiziano, i pomodori da semi antichi sono molto diversi dalle cultivar commerciali proposte dalla grande distribuzione non solo per la ricchezza delle varietà disponibili, ma anche per la complessità di aromi, profumi, sapori e per un più elevato valore nutrizionale.

L’obiettivo di Tiziano, che è anche la sua filosofia di vita, è quello di una agricoltura sostenibile che garantisca la biodiversità agricola, la tutela dell’ambiente e la salute dell’uomo. Per questo motivo il metodo di coltivazione esclude le sostanze chimiche di sintesi che impoveriscono la materia organica presente nel suolo. Al terriccio certificato biologico vengono aggiunte dei preparati per micorrize[4] che migliorano l’assorbimento nutritivo e la tolleranza nei confronti degli stress ambientali.

Non vengono usati ormoni, stimolanti per la crescita e tantomeno nanizzanti. Per la cura delle piante si utilizzano rimedi naturali, come ad esempio i macerati di equiseto ed ortica, e microorganismi effettivi.

Anche per evitare alle piante i traumi della meccanizzazione, nel vivaio di Tiziano le operazioni di semina, trapianto, ripicchettatura, annaffiatura sono gestite manualmente.

Coltivare il cibo curando un orto od un terrazzo, oltre ad essere un’attività rigenerante ci consente di poter mangiare verdura e frutta raccolte al giusto punto di maturazione, genuine, saporite e sane.

Il nostro spazio verde, se gestito senza fare impiego di pesticidi e concimi chimici, si trasformerà in un luogo armonioso e vivo. Anche una piccola superficie può contribuire a salvaguardare e difendere la biodiversità.

Accudire un orto significa anche salvare un paesaggio antropizzato. In definitiva, l’orto difende un pezzo, piccolo quanto volete, ma assolutamente reale di pianeta Terra!”[5]

Nel Vivaio biologicoIl Ruscello” di Tiziano possiamo acquistare - oltre alle diverse varietà di piante biologiche da semi riproducibili di pomodoro - orticole, erbe aromatiche e fiori sia per il balcone che per il giardino. Nell’orto i fiori, oltre a creare delle meravigliose macchie di colore, difendono in modo naturale le colture dagli insetti ed attirano le api e gli impollinatori. Ogni pianta da seme antico è in grado di raccontare una storia e rappresenta un intreccio di clima, suolo e cultura.

La visita al vivaio di Porcen di Seren del Grappa, oltre ad essere molto istruttiva, ci offre la possibilità di conoscere come sono state prodotte le giovani piantine da trapiantare e da dove vengono i semi. Spesso chi si dedica alla coltivazione dell’orto domestico non possiede queste informazioni che sono determinanti se vogliamo un raccolto di ottima qualità e, conseguentemente, un cibo vero.

Tiziano è disponibile ad offrire suggerimenti e consigli ed a condividere le sue conoscenze con i cittadini e gli agricoltori. Sostiene che è rilevante costruire relazioni, partecipare a reti ed associazioni di agricoltori, privati cittadini, studenti, per aumentare le conoscenze, sensibilizzare sull’importanza dei semi, che sono il primo anello della catena alimentare, e valorizzare le specificità delle varietà vegetali autoctone.

I semi sono il fondamento della sovranità alimentare. Avere un buon seme, un buon germoglio, vuol dire avere buon cibo. Come affermano i membri della associazione Coltivare Condividendo di Seren del Grappa, di cui Tiziano Fantinel è socio, il seme è il fondamento della vita, dell’agricoltura, del cibo”. Uno dei loro numerosi progetti ed iniziative è la Mostra itinerante delle sementi antiche e sementi riproducibili, che contribuisce a mantenere viva l’antica pratica dello scambio dei semi in alternativa ai brevetti dell’agroindustria e a quanti vorrebbe impedirne lo scambio ed è fondamentale preservare questo diritto.

Oggi la lotta per la libertà si gioca sul cibo, sul clima e sulla protezione della biodiversità, ossia sulla relazione dell’uomo con la sua produzione alimentare e con il rispetto del suo spazio di vita.[6]

 

Antonella Pianca

 

Fotografie di Antonella Pianca ©2021

 

 

 

Per approfondire:

  • José Bové – Gilles Luneau, L’alimentazione in ostaggio – Le mani delle multinazionali su quel che mangiamo, EMI (BO), 2016
  • Luca Mercalli, Il mio orto tra cielo e terra – Appunti di meteorologia e ecologia agraria per salvare clima e cavoli, Aboca spa Società Agricola, Sansepolcro (AR), 2016
  • Vandana Shiva – Bhushan Patwardhan – Mira Shiva, Cibo e Salute – Manuale di resistenza alimentare, Editrice Aam Terra Nuova (FI), 2018

 

Note:

[1] José Bové – Gilles Luneau, L’alimentazione in ostaggio – Le mani delle multinazionali su quel che mangiamo

[2] Vandana Shiva – Bhushan Patwardhan – Mira Shiva, Cibo e Salute – Manuale di resistenza alimentare

[3] José Bové – Gilles Luneau, L’alimentazione in ostaggio – Le mani delle multinazionali su quel che mangiamo

[4] Le micorrize sono associazioni simbiotiche tra funghi e radici delle piante

[5] Luca Mercalli, Il mio orto tra cielo e terra – Appunti di meteorologia e ecologia agraria per salvare clima e cavoli

[6] José Bové – Gilles Luneau, L’alimentazione in ostaggio – Le mani delle multinazionali su quel che mangiamo

 

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