La storia dell’Azienda Agricola Crodi a Combai di Miane, nel Trevigiano, parte dal 1900 dalla famiglia Stefani, come raccontano Diego e la figlia Laura; la tradizione di famiglia gli ha consentito di coniugare l’attività di osti e di contadini.

L’azienda vinicola è curata da Diego Stefani, poeta contadino, famoso per le sue poesie in dialetto locale, nel rispetto della natura con un approccio olistico in quanto la vita di ogni essere è legata a quella del pianeta. Nei lavori in campagna e in cantina lo affianca Laura che ha deciso di proseguire la professione del padre.

Come mi spiega Laura Stefani il lavoro in campagna, circa 6 ettari dislocati a Combai in una felice posizione geografica collinare, ad un’altezza che varia dai 350 ai 500 metri slm, segue le regole della coltivazione biologica. Attualmente la loro azienda vinicola è la sola nel territorio comunale ad avere la certificazione bio. Una scelta in cui credono, che ha l’obiettivo di garantire al consumatore finale un prodotto di qualità, frutto di un’agricoltura sostenibile “in sintonia con le stagioni e i ritmi della terra”.

Nelle vigne - che rientrano nell’area di produzione della DOC e della DOCG Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore - la maggior parte delle operazioni sono manuali, senza utilizzo di pesticidi, diserbanti e concimi chimici. La base dei trattamenti antiparassitari è con rame e zolfo ed anche macerati di ortica, camomilla e propoli. In un’ottica di qualità anche le rese per ettaro sono basse e la vendemmia è rigorosamente manuale. Le piante di glera, verdiso, bianchetta, perera – varietà autoctone a bacca bianca della zona – sono circondate dai boschi con alberi di castagno ed olivo. Nella fascia collinare più elevata sono coltivate le varietà cabernet Franc e merlot, due cultivar internazionali a bacca rossa dalle cui uve nascono i vini 500 e Piccolo 500, un risultato questo davvero interessante considerando che il territorio è particolarmente vocato per la produzione di vini bianchi da uve glera, la varietà protagonista da cui si ottiene il Prosecco.

Nella gamma dei vini aziendali il Verdiso[1] - una antica varietà locale a bacca bianca rustica e vigorosa, molto diffusa tra Ottocento e Novecento sui colli di Valdobbiadene - è il loro fiore all’occhiello. Il Verdiso IGT viene vinificato in purezza nelle tipologie frizzante, tranquillo e con rifermentazione naturale in bottiglia, un metodo di produzione – quest’ultimo - legato alla tradizione; un vino con le bollicine che un tempo veniva riservato al consumo locale e famigliare e che gode oggi di un indiscutibile successo per la sua naturalità, piacevolezza di beva e salubrità. Il Verdiso IGT Colli Trevigiani “ME PARE” – Vino bianco frizzante Maturato sui lieviti – reca nella retro-etichetta la poesia in dialetto locale che Diego Stefani ha dedicato al padre.

La filosofia dell’azienda “Crodi” è quella di rispettare l’habitat naturale del territorio e favorire l’attività biologica della vite integrando le nuove conoscenze con la tradizione e la saggezza contadina. Laura Stefani ci tiene a sottolineare che i vini prodotti sono il risultato di un lavoro artigianale consapevole e rispettoso. Diego e Laura che guidano questa piccola azienda famigliare con la collaborazione dell’enologo Alberto Rossi, seguono l’intero processo produttivo dalla vigna alla cantina. L’azienda fa parte dell’associazione “FIVI - Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti” ed è uno dei produttori della Retecontadina.

La storia del percorso generazionale della famiglia è riassunta nel nome che hanno voluto dare alla loro azienda. CRODI, nel dialetto locale, significa roccia, la durezza della pietra, che rappresenta la metafora della loro tenacia, la volontà ed i valori trasmessi da generazione a generazione con un lavoro fondato sulla valorizzazione del territorio. Nel logo aziendale è stato inoltre riportato il “giogo” che veniva usato per portare a spalla le ceste d’uva durante la vendemmia.

 

 

Antonella Pianca

 

Fotografie di Antonella Pianca e Giovanni Damian ©2021

 

 

Note:

[1] Il Verdiso è una vecchia varietà trevigiana a bacca bianca rustica, vigorosa e produttiva ma difficile da coltivare essendo facilmente soggetta al marciume, per questo predilige i luoghi soleggiati e con buona ventilazione. Il sorso rivela la tipica nota acidula con sapidità minerale in buona armonia. Le zone dove è maggiormente presente sono l’area di Combai, Campea, Rolle e il comprensorio dei Feletti. Per la sua valorizzazione e promozione nell’anno 1991 è stata costituita a Combai l’associazione Amici del Verdiso “E’ Verdiso”.
Il vitigno è storicamente legato all’Abbazia di Follina che nel 1788 lo impose ai coloni come varietà migliorativa.
Come ricordato dalle cronache del Caronelli (1788) il vitigno ha avuto la sua massima diffusione nel Settecento quando, dopo la tremenda gelata del 1709, è stato ampiamente utilizzato per la ricostruzione della viticoltura del veneto orientale.

 

 

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